Ciao a tutti!
Siamo appena rientrati dalla Guadalupa, per cui sono ancora un po' frastornata, posterò più in là un resoconto.
Per il momento questa immagine vale già tutto il viaggio
Ciao a tutti!
Siamo appena rientrati dalla Guadalupa, per cui sono ancora un po' frastornata, posterò più in là un resoconto.
Per il momento questa immagine vale già tutto il viaggio
La mia mente torna sempre ad un anno fa, alla preparazione del viaggio, alla ricerca dei luoghi dove soggiornare, a quelli da visitare. E poi finalmente la partenza, quella mattina del 4 marzo 2008, una pioggia leggera ci ha accompagnati all'aeroporto..siamo atterrati a Marrakech e lì è incominciata l'avventura in un altro mondo: i dromedari al parco giochi, gli gnomi in motorino, carretti ai bordi della strada, camion stipati all'inverosimile di merce, il paesaggio che cambiava in continuazione, a tratti lunare, con quella terra rossa, e poi di nuovo campi verdi, era un’emozione senza fine, mi aspettavo molto da questo viaggio, ma è stato superiore alle mie aspettative.
Essaouira con le sue vie strette,
la skala, le onde dell’oceano (che vedevo per la prima volta), i negozi con il profumo del legno di tuia, la colazione sulla terrazza del riad, e i gabbiani che si posavano e prendevano quasi dalle mie mani il pane, e ne chiedevano ancora.
Poi il lungo trasferimento fino a Irocha, passando da Marrakech e dal passo del Tizi n’Tichka, una strada tortuosa ma affascinante, con la sosta a Le Coq hardy, il profumo degli aranci in fiore, una taijne e un’omelette berbère. E finalmente
Da lì l’escursione ad Ait Benhaddou, che già mi avevo colpito in fotografia su una guida, la maestosità della kasbah.
i suk,con i colori e i sapori, dove tutto per i nostri sensi è amplificato, gli acquisti dei souvenirs, le nostre babouches e le spezie
Sul retro, in Carrer Montcada, c’è uno dei più antichi locali di Barcellona, lo Xampanyet, piccolo, ma affascinante, dove ci si può sedere a gustare un po’ di jamon con pan y tomaquet (prosciutto con pane e pomodori), accompagnato da una copa de cava (spumante spagnolo) o di caña (birra) e divertirsi ad osservare il rito dell’aperitivo.
E poi c’è la Bouqueria, o Mercat de St. Joseph, un mercato coperto situato circa a metà Rambla, dove non sai da che parte guardare, i banchi di frutta fresca, preparata sul posto, i frullati densi, i banchi del pesce, o altri particolari dove vendono solo uova o solo banane, e quelli di salumi, che attirano sempre la mia attenzione e dove praticamente faccio shopping. Jamon de Bellota, o Serrano, Chorizo, salame al pepe, alle erbe.
Mi trattengo solo per la paura di superare i 20 kg consentiti per la valigia. Alla Bouqueria, se si ha la fortuna di soggiornare non troppo lontano, ci si può tornare più volte, anche solo per bere i fantastici frullati di frutta che vendono a un euro al bicchiere.
Quest’anno abbiamo visitato la Fondacion Miro, al Montjuïc, dove, per chi è amante di questo artista, ci sono alcune opere che meritano di essere viste.
Un’altra scoperta è stato Palau Güell, che dopo sette anni di restauri è stato riaperto solo parzialmente al pubblico, abbiamo potuto visitare il piano terreno e le scuderie al piano seminterrato, molto belle.
Purtroppo il tetto non era accessibile, e i tipici camini di Gaudi’ si potevano ammirare solo dal basso.
Del Palau della Musica Catalana ho già parlato in un altro post, ma anche quest’anno ci siamo passati davanti per ammirare le sue colonne.
La Sagrada Familia, Casa Batllo'
e Casa Milà meritano sempre una visita, anche solo dall’esterno.
Tra le nostre certezze cittadine ci sono naturalmente i ristoranti nei quali siamo tornati negli anni fino a farne diventare alcuni quasi parte integrante del viaggio stesso. I più importanti per noi sono la Cerveceria Catalana per le tapas, il Senyor Parellada dove come ha avuto modo di raccontare Manuel Vasquez Montalban si trova ancora la cucina regionale autentica e che è collocato strategicamente per noi proprio sotto il nostro albergo, il Patagonia, strepitoso ristorante Argentino e la Rosa del Desierto, ristorante Marocchino che ho scelto per la cena del mio compleanno.
In definitiva, Barcellona è una città vivace, che con le sue stravaganti opere ti conquista e non ti delude mai, tanto che credo proprio che questa non sarà l’ultima volta, anzi ne sono sicura…
Anche se non mi sento una viaggiatrice, dal 2006 ho incominciato una nuova fase della mia vita in cui sto recuperando i viaggi non fatti.
Ho già scritto in alcuni interventi che per paura non ho preso l’aereo per 19 lunghi anni, dal 2006 ho ricominciato a prendere l’aereo, senza non poca apprensione. Il primo viaggio è stato a Parigi.
Premetto che c’ero già stata vent’anni prima, ma questo viaggio è stato più importante, perché era il primo con mio marito.
Ricordo ancora l’emozione, mista a paura, quando ho messo piede sull’aereo e quando è decollato, mi ha preso lo stomaco, ogni minimo movimento frenavo con le mani, guardavo le persone se erano tranquille o meno.
Il viaggio è stato breve, non ho fatto nemmeno in tempo a slacciare la cintura che già dovevamo prepararci all’atterraggio. Da allora ho già preso otto volte l’aereo e sono prenotata per il nono volo.
Dall’aeroporto abbiamo preso un taxi e ci siamo incanalati nel traffico parigino di mezzogiorno, che ci ha portato nel nostro albergo nel XIV. Arrondissement.
Primo obiettivo gli Champs Elysées, siamo andati alla Virgin ad acquistare alcuni cd.. Ero praticamente rapita dall’atmosfera parigina.
Alla sera siamo andati a mangiare in un ristorante argentino in Rue de Montparnasse, trovato su internet, perché prima di partire selezioniamo vari ristoranti e leggiamo i giudizi degli ospiti.
Il mio primo bife de chorizo è stata una bella scoperta, una carne tenerissima, preceduta da empanadas saltenas. Ci siamo talmente trovati bene, che la terza sera abbiamo fatto il bis in questo ristorante. Il secondo giorno siamo andati al Trocadero, da dove si può ammirare
In seguito abbiamo costeggiato
La sera siamo andati al Quartiere Latino che già normalmente brulica di vita, in quel frangente oltre al fermento abituale, c’era il match dei mondiali di calcio Italia-Stati Uniti. Abbiamo girovagato un po’, poi ci siamo concentrati in una zona molto pittoresca, Cour du commerce de St-André, uno dei posti più affascinanti, oltre al Panthéon e alla Sorbona.
Per la cena abbiamo scelto un ristorante tibetano, la cucina è molto simile a quella cinese.
Il terzo giorno siamo saliti a Montmartre, dove abbiamo fatto colazione nell’atmosfera bohémienne di questo quartiere.
Successivamente siamo andati a fare shopping culinario da Fauchon, una vera goduria per chi ama il cibo come me, paté, foie gras, madeleines, sancerre (allora si potevano ancora portare i liquidi in aereo) choucrôute, insomma di tutto e di più. Siamo tornati all’albergo molto carichi.
Il giorno della partenza avevamo a disposizione tutta la mattina, ci siamo recati a visitare il Père-Lachaise, il grande cimitero di Parigi dove sono sepolti molti personaggi illustri come Apollinaire, Balzac, Modigliani, Jim Morrison, Proust, Gioacchino Rossini, Simone Signoret, Michel Petrucciani, Chopin, Oscar Wilde e tanti altri. So che può sembrare macabro, ma non è così. Si può acquistare la mappa nei bar adiacenti alle diverse entrate, e magari cercando un determinato personaggio, si può scoprire un altro che nemmeno si pensava fosse lì.
Siamo ripartiti alla volta di casa nel pomeriggio, sperando di ritornare presto in questa città che è sempre affascinante. Au revoir Paris!

Vorrei approfondire il discorso New York.
Siccome siamo arrivati all’inizio del pomeriggio, dopo una breve sosta all’hotel, ci siamo recati all’Empire State Building.
Non abbiamo fatto molta coda, ci sono però controlli con il metal detector, e d’altronde è comprensibile. Il primo ascensore ci ha portati in un attimo all’ottantesimo piano, e il secondo all’ottanteseiesimo piano, dove c’è la terrazza panoramica. A mio parere salire al centoduesimo piano non aggiunge niente alla visita, si è in un ambiente chiuso e i vetri impediscono di fare fotografie, per cui eviterei.
Un altro consiglio che mi sento di dare è di salire a fine pomeriggio in modo da godere della vista sia diurna che notturna, è veramente spettacolare!
In seguito abbiamo mangiato in un ristorante di fianco all’Empire, e la stanchezza ha incominciato a farsi sentire.
Il secondo giorno ci siamo recati al porto passando da Broadway, dove i grattacieli lasciano spazio alle tipiche case con le scale esterne.
Abbiamo scelto il tour con il battello di due ore, per godere il più possibile della vista della città.
La temperatura era gradevole, nonostante il cielo plumbeo.
Ecco il Financial District
Ellis Island
e lei, in tutta la sua fierezza
il famoso ponte di Brooklyn
Con un taxi ci siamo recati nella zona del Pier
rallentando all’altezza di Ground Zero, che mi ha fatto venire i brividi, è impressionante veramente. Il taxista ci ha spiegato che il progetto per la costruzione è stato approvato, ma siccome la compagnia assicurativa vuole pagare un solo incidente, mancano i soldi.
In Fulton Str. ci siamo rifocillati con tagliatelle e aragosta, come da post precedente, e poi via al primo assaggio di shopping, sparpagliandoci nei vari negozi, tra cui Abercrombie, che c’è anche sulla Fifth Avenue, ma ci sono delle code impressionanti.
In serata ci siamo preparate per Halloween, la festa è molto sentita in città, anche se è stata guastata un po’ dalla pioggia.
Cena al ristorante cinese-giapponese.
Continua….
Siccome il cibo è uno dei piaceri della vita, ho deciso di fotografare le specialità che gusterò, sia nei ristoranti che a cene private, e oggi dedico un post ai piatti che abbiamo scelto a New York.
Premetto che questo viaggio è stato organizzato con i componenti di tre diversi uffici per festeggiare il 30° anniversario di due di essi, e mi è stato offerto dal mio big boss.
Dopo il tour sull'Hudson, ci siamo fermati a Il Porto, in Fulton St. e provato una delle specialità del giorno
tagliatelle con aragosta
La sera di Halloween siamo stati da Ruby foo's in Times Square, ristorante con specialità cinesi e giapponesi, e abbiamo mangiato:
Kung pao chicken
Roasted Pecking Duck
Sashimi platter
Il 1. novembre abbiamo fatto la nostra "maratona" sulla Fifth Avenue e siamo andati da Harry Cipriani
Beefburger
spaghetti alla chitarra pomodoro e basilico
Domenica sera dopo aver visto un musical a broadway, siamo rimasti in zona e saliti al 48° piano del Marriot, dove c'è un ristorante che gira in un'ora di 360 gradi, con una vista mozzafiato su New York. C'è un buffet caldo e freddo a forfait e anche un buffet per i desserts. Qui purtroppo ho fatto solo la foto ad una composizione di desserts
Lunedì era mio desiderio andare a mangiare argentino, e quindi al Ristorante Buenos Aires, dove per la gioia dei miei occhi e del mio palato, dopo le empanadas (non ho fotografie) sono arrivati
bife de chorizo
panqueque de dulce de leche
e alla sera siamo andati all'Oyster Bar, alla Grand Central Station, specialità di pesce, e non hanno bisogno di presentazione:
Ma prima di lasciare New York poteva mancare l'hamburger?
E' faticoso visitare New York, per cui avevamo bisogno di molte energie!